Archivio per Novembre, 2008

Tecniche per la visualizzazione di report sono:

Posted in Uncategorized on Novembre 14, 2008 by maica5

Cos’è un report? E’ il sistema con cui i risultati, calcolati dalle query, possono essere formattati in modo da essere segnati in maniera leggibile. I report, appunto, possono essere mostrati a video, spediti per mail, inviati a una stampante, ecc.

E’ possibile associare ad un database relazionale, un database multidimensionale o meglio il  Multidimensional cube(MDD). L’accesso del data cube è molto efficiente, tuttavia esso non è adatto a gestire una gran mole di dati di dettaglio. Con esso è possibile supportare analisi, calcoli sofisticati e analisi su diverse gerarchie e dimensioni

Qui è necessario citare la presenza del database OLAP (On-Line Analytical Processing), che designa un insieme di tecniche software per l’analisi interattiva e veloce di grandi quantità di dati. Ci sono diversi modi per creare un CUBO, ma il più conosciuto è lo schema a stella, dove al centro si trova  la tabella dei fatti ,che  elenca, i principali elementi su cui sarà costruita l’interrogazione.

Le Funzioni fondamentali sono:

Drill-down:

letteralmente (“perforare un terreno”) si intende la possibilità, una volta visualizzato il dato complessivo relativo ad una dimensione gerarchizzata di analisi, di esplorare tutta la gerarchia. Un classico esempio di dimensione gerarchica è quella temporale: il dato annuale può essere esplorato per sottoreport che rappresentano con immagini, tutti gli aggregati mensili: questi ultimi possono essere a loro volta disaggregati secondo i dati giornalieri.

 

Slice & dice: (“dividere una torta”) si indica la possibilità di restringere l’analisi solamente ad alcune delle occorrenze delle dimensioni e solo, ad alcune delle dimensioni proposte. È possibile nell’esempio visto sopra esplorare le vendite annuali di alcune regioni, e di queste regioni, soltanto  alcune città. I dati visualizzati si riferiranno unicamente alle occorrenze selezionare.

Roll-up:  letteralmente significa arrotolare, utile per aumentare il livello di aggregazione dei dati.  E’ una tecnica che induce ad un aumento nell’ aggregazione dei dati, eliminando il livello di gerarchia. Può essere di due tipi: (1)applicazione ad una funzione aggregata (aggregating functions); (2)eliminazione completa di una dimensione (dimension measures)

Le aggregate functions forniscono una serie di informazioni statistiche relative ad un set di records. Le aggregate sono: DAvg, DCount, DLookup, DMin, DMax, DStDev, DStDevP, DSum, DVar e DVarP.  Per la progettazione del layout del report, si possono integrare diverse funzionalità. Ad esempio  ReM introduce un nuovo concetto di reportistica che integra, difatti,  le funzionalità dei report con raggruppamenti (stile Ms Access) con la flessibilità tipica dei fogli elettronici ed i concetti di accesso ai dati dei sistemi multidimensionali(OLAP).  Sono disponibili diverse tipologie di report: standard, griglia e tabellare.       I Report Standard sono i classici report con raggruppamenti, quelli a Griglia consentono di definire colonne personalizzate e infine, quelli  Tabellari che  permettono la personalizzazione di righe e colonne. Quest’ ultime costituiscono il fattore distintivo di ReM rispetto ad altri tool.  

 Tutti i campi selezionati possono essere posizionati nel report mediante semplici operazioni di trascinamento(Drag&Drop). Le funzioni più utilizzate sono : conteggio, somma, minimo, massimo; mentre le variabili di sistema possono essere: data corrente, ora corrente, nome dell’utente, nome del report. Per ciascun Campo ed Oggetto presente è possibile impostare modalità di visualizzazione classiche: dal carattere, allineamento, al formato di visualizzazione, ai  link, etc.

Riflessione su dati, fatti, informazione, conoscenza. Interrelazioni, differenze e ruolo del comunicatore.

Posted in Uncategorized on Novembre 14, 2008 by maica5

Chi è il comunicatore? Non è un lavoro semplice delinearne il profilo, difatti, si può rispondere in parecchi modi, ma qual è quello giusto? Qui ho preferito tracciare due facce di una  stessa medaglia: da una parte è visto come un individuo con una singolare propensione dialettica, mentre dall’altra,  un individuo con  una spiccata capacità(rispetto alla norma) di far conoscere le proprie emozioni e sensazioni.

Si crea un circolo virtuoso tra comunicatore, informazione e conoscenza.

Il comunicatore è primis  una fonte di informazione che, elaborandola  riesce a trasformarla in conoscenza. La conoscenza è difatti un’informazione trattata  che può generare una nuova ricchezza per sé stessi e gli altri. 

Se volessimo parlare di informazione all’interno di una azienda, parleremo in questo caso, di contestualizzazione  dei dati  o meglio,  elaborazione  e interiorizzazione  di tutte le informazioni(poi trasformate in conoscenza),che arricchiscono il bagaglio culturale di coloro che lavorano  per e con l’ente.

Il web diventa un importante strumento di informazione, che a differenza di tv e stampa(furono i primi strumenti a  rivoluzionare il mondo della comunicazione) porta  fonte e utente sono sullo stesso livello, dando la possibilità di  interagire.
Come tutte le cose anche internet ha degli aspetti negativi.

Ad esempio:  tutti possono inserire tutto  in rete, creando molto spesso il cosiddetto “incesto dell’informazione”, ovvero qualunque informazione, può essere  ripresa e riciclata all’infinito, creando una specie di falsa “abbondanza” .

L’unico modo per circuire il problema è: una buona conoscenza del sistema.

La familiarità con il mezzo ci consente di rivolgerci  ai motori di ricerca o alle Directory nel modo giusto, risparmiando tempo,  ed evitando così di ricorrere alla famosissima tecnica del  copia e incolla. Altro aspetto(forse)negativo è la cosiddetta “mancanza del fattore umano” nei rapporti che si creano in rete: delle volte può  sembrare  di parlare semplicemente  con uno schermo luminoso, non si vede mai in faccia l’interlocutore e porta, il più delle volte, a rapporti effimeri.

Proprio per queste peculiarità consola, in parte,  i più sensibili. In rete non ci si “incontra” per prossimità fisica e  il criterio aggregativo diventa  qualunque oggetto che sia di comune interesse: la passione per la vela, l’odio per una squadra di calcio e l’interesse per la botanica.

 Quindi non conta più se quello con cui parli  è alto o basso, bello o brutto, ricco o povero,

ma conta ciò in cui crede, ciò che pensa e ciò che sogna.
Il ruolo del comunicatore varia a seconda dello strumento utilizzato per comunicare; gli strumenti standard sono:

 

v     Stampa:  introduce il principio della replicabilità della fonte, con ciascuna unità fruibile da               un singolo utente alla volta. Da un punto di vista algebrico c’è una fonte verso una  destinazione(1X1=1).

 

v     Radio e Tv: si supera  la fruizione unitaria, con ogni singola fonte in grado di raggiungere infiniti utenti nello stesso momento. Anche qua da un punto di vista algebrico c’è una fonte verso infinite destinazioni(1X1000=1000).

 

v     Internet:  non apporta  cambiamenti radicali, difatti c’è un testo, un  suono e un’ immagine che rimangono alla base del linguaggio, ma viene  introdotto il concetto di reciprocità tra fonte e utente. Da un punto di vista algebrico, ci sono infinite fonti verso infinite destinazioni (1000×1000 = 1.000.000).

Bisogna in ogni caso sottolineare, che la nuova  tecnologia digitale ha cambiato  l’approccio di questi mezzi.  Hanno una maggiore flessibilità e  possono elaborare le informazioni in modo più complesso. Ricordiamo che TV, radio e giornale si sono sviluppati in  contesti diversi,  all’origine erano legati a tecnologie differenti tra loro e svolgevano funzioni comunicative diverse,  poi con i processi di digitalizzazione  ciascun mezzo è potuto entrare in relazione con l’altro, creando aree  innovative e ibride. Ricapitolando: il Web è una “rete di risorse” basato su protocollo http, mentre    Internet è uno strumento di interconnessione tra informazioni. Consente una  comunicazione capace  di  trasferire informazioni e conoscenza, ma soprattutto di accedere a tutti i dati in qualunque momento e in tempo reale. Per queste ragioni la  domanda da porsi è la seguente: perché le persone, quando utilizzano un prodotto informatico, non riescano ad impiegarlo in maniera efficace? Oppure,  perché il loro utilizzo è causa di insoddisfazione?

La soluzione sarebbe quella di  delineare l’interfaccia di un’applicazione, vale a dire capire come si possano progettare diversi modi d’utilizzo di un programma  potenziandone  la semplicità d’uso.