Riflessione su dati, fatti, informazione, conoscenza. Interrelazioni, differenze e ruolo del comunicatore.
Chi è il comunicatore? Non è un lavoro semplice delinearne il profilo, difatti, si può rispondere in parecchi modi, ma qual è quello giusto? Qui ho preferito tracciare due facce di una stessa medaglia: da una parte è visto come un individuo con una singolare propensione dialettica, mentre dall’altra, un individuo con una spiccata capacità(rispetto alla norma) di far conoscere le proprie emozioni e sensazioni.
Si crea un circolo virtuoso tra comunicatore, informazione e conoscenza.
Il comunicatore è primis una fonte di informazione che, elaborandola riesce a trasformarla in conoscenza. La conoscenza è difatti un’informazione trattata che può generare una nuova ricchezza per sé stessi e gli altri.
Se volessimo parlare di informazione all’interno di una azienda, parleremo in questo caso, di contestualizzazione dei dati o meglio, elaborazione e interiorizzazione di tutte le informazioni(poi trasformate in conoscenza),che arricchiscono il bagaglio culturale di coloro che lavorano per e con l’ente.
Il web diventa un importante strumento di informazione, che a differenza di tv e stampa(furono i primi strumenti a rivoluzionare il mondo della comunicazione) porta fonte e utente sono sullo stesso livello, dando la possibilità di interagire.
Come tutte le cose anche internet ha degli aspetti negativi.
Ad esempio: tutti possono inserire tutto in rete, creando molto spesso il cosiddetto “incesto dell’informazione”, ovvero qualunque informazione, può essere ripresa e riciclata all’infinito, creando una specie di falsa “abbondanza” .
L’unico modo per circuire il problema è: una buona conoscenza del sistema.
La familiarità con il mezzo ci consente di rivolgerci ai motori di ricerca o alle Directory nel modo giusto, risparmiando tempo, ed evitando così di ricorrere alla famosissima tecnica del copia e incolla. Altro aspetto(forse)negativo è la cosiddetta “mancanza del fattore umano” nei rapporti che si creano in rete: delle volte può sembrare di parlare semplicemente con uno schermo luminoso, non si vede mai in faccia l’interlocutore e porta, il più delle volte, a rapporti effimeri.
Proprio per queste peculiarità consola, in parte, i più sensibili. In rete non ci si “incontra” per prossimità fisica e il criterio aggregativo diventa qualunque oggetto che sia di comune interesse: la passione per la vela, l’odio per una squadra di calcio e l’interesse per la botanica.
Quindi non conta più se quello con cui parli è alto o basso, bello o brutto, ricco o povero,
ma conta ciò in cui crede, ciò che pensa e ciò che sogna.
Il ruolo del comunicatore varia a seconda dello strumento utilizzato per comunicare; gli strumenti standard sono:
v Stampa: introduce il principio della replicabilità della fonte, con ciascuna unità fruibile da un singolo utente alla volta. Da un punto di vista algebrico c’è una fonte verso una destinazione(1X1=1).
v Radio e Tv: si supera la fruizione unitaria, con ogni singola fonte in grado di raggiungere infiniti utenti nello stesso momento. Anche qua da un punto di vista algebrico c’è una fonte verso infinite destinazioni(1X1000=1000).
v Internet: non apporta cambiamenti radicali, difatti c’è un testo, un suono e un’ immagine che rimangono alla base del linguaggio, ma viene introdotto il concetto di reciprocità tra fonte e utente. Da un punto di vista algebrico, ci sono infinite fonti verso infinite destinazioni (1000×1000 = 1.000.000).
Bisogna in ogni caso sottolineare, che la nuova tecnologia digitale ha cambiato l’approccio di questi mezzi. Hanno una maggiore flessibilità e possono elaborare le informazioni in modo più complesso. Ricordiamo che TV, radio e giornale si sono sviluppati in contesti diversi, all’origine erano legati a tecnologie differenti tra loro e svolgevano funzioni comunicative diverse, poi con i processi di digitalizzazione ciascun mezzo è potuto entrare in relazione con l’altro, creando aree innovative e ibride. Ricapitolando: il Web è una “rete di risorse” basato su protocollo http, mentre Internet è uno strumento di interconnessione tra informazioni. Consente una comunicazione capace di trasferire informazioni e conoscenza, ma soprattutto di accedere a tutti i dati in qualunque momento e in tempo reale. Per queste ragioni la domanda da porsi è la seguente: perché le persone, quando utilizzano un prodotto informatico, non riescano ad impiegarlo in maniera efficace? Oppure, perché il loro utilizzo è causa di insoddisfazione?
La soluzione sarebbe quella di delineare l’interfaccia di un’applicazione, vale a dire capire come si possano progettare diversi modi d’utilizzo di un programma potenziandone la semplicità d’uso.